7 pensieri su “12. LA SCUOLA PER TUTTI, TUTTI PER LA SCUOLA”

  1. Il Finanziamento alla programmaticità delle scuole permette imprenditorialità e autonomia nella differenziazione dell’offerta (anche formativa). Ma è fondamentale che si mantenga l’attenzione sul DIRITTO allo STUDIO, in modo da garantire a TUTTI i CITTADINI, senza distinzioni territoriali, una equivalente opportunità di crescita e formazione. Le fonti e le modalità di finanziamento sono un mezzo, non il fine della gestione della scuola.

  2. Purtroppo le risorse private sono l’unico modo per dare un iniezione di liquidita e quindi di sviluppo per le nostre scuole.
    Questo dovrebbe portare a una sana competizione tra istituti ,
    generando scuole di diverse fasce sicuramente, ma cosi’ ogni genitore se ne’ ha le possibilta’ puo’ scegliere. Cio’ non toglie che il diritto allo studio deve essere una cosa per tutti .

  3. E’ interessante una prospettiva dove anche fonti di finanziamento private possano essere attratte per contribuire agli investimenti della scuola, prevedendo anche forme incentivanti che in ogni caso, non devono in alcun modo condizionare o pregiudicare il diritto allo studio per tutti. Va inoltre evidenziato che la fonte primaria di finanziamento deve rimanere quella statale, comunque potenziata rispetto agli evidenti limiti attuali, proprio per garantire nei fatti e nell’indirizzo l’orientamento di una scuola pubblica aperta a tutti.

  4. IL DIRITTO ALLO STUDIO È INALIENABILE, è una cosa che non si può svendere al primo acquirente, solo perché ha tirato fuori il portafogli ed era più pieno degli altri. Per chi se lo può permettere ci sono già gli istituti privati, paritari, la scuola pubblica non deve sottostare alle leggi di mercato perché se gala l’offerta quell’acquirente i suoi soldi li va ad investire da un’altra parte e il tuo Istituto resta a piedi……. Quindi concordo nel far entrare anche finanziamenti privati, anche come sponsor, ma sempre finalizzati ad un contributo marginale rispetto a quello statale (acquisto di materiale didattico, finanziamenti a progetti specifici, acquisto di arredi e attrezzature)

  5. Le risorse private andrebbero ad aumentare il MOF.
    Ne va da se che piano di offerta formativa basilare sarà programmata ed offerta dallo stato, mentre il miglioramento dell’offerta formativa andrà al passo con la quantità di finanziamenti privati che ogni scuola sarà in grado di portare nelle proprie casse.
    La concorrenza fra le varie scuole potrebbe essere un buon incentivo di miglioramento implicito. Cioè più fondi ha una scuola più possibilità ha di formare gli studenti. Più formati saranno gli studenti, più esperienze avranno conseguito, più possibilità avranno di trovare posto nel mondo del lavoro.
    Sarà comunque discrezione delle varie scuole, a seconda delle variabili più disparate ( area di locazione, richiesta del mondo del lavoro, periodo storico corrente) di proporre i corsi di miglioramento più opportuni per formare i migliori futuri lavoratori.

  6. La scuola è per tutti e se pubblica di tutti , quindi con i finanziamenti privati diventa una scuola non del tutto pubblica in quanto un privato investe solo se c’è un ritorno economico .
    Bisogna gestire meglio il finanziamento pubblico che proviene dal governo riducendo sprechi altrimenti pagare le tasse a che serve?

  7. SINTESI FINALE (provvisorio)

    Il Finanziamento alla programmaticità delle scuole permette imprenditorialità e autonomia nella differenziazione dell’offerta (anche formativa).
    Ma è fondamentale che si mantenga l’attenzione sul DIRITTO allo STUDIO, in modo da garantire a TUTTI i CITTADINI, senza distinzioni territoriali, una equivalente opportunità di crescita e formazione. Le fonti e le modalità di finanziamento sono un mezzo, non il fine della gestione della scuola.
    La fonte primaria di finanziamento deve rimanere quella statale, comunque potenziata rispetto agli evidenti limiti attuali, proprio per garantire nei fatti e nell’indirizzo l’orientamento di una scuola pubblica aperta a tutti, e l’indipendenza rispetto alle influenze esercitate dai finanziatori.
    In assenza di fondi pubblici, le risorse private sono l’unico modo per dare un iniezione di liquidità e quindi di sviluppo per le nostre scuole. Questi finanziamenti privati, anche come sponsor, devono essere sempre finalizzati ad un contributo marginale rispetto a quello statale, senza condizionare le scelte di orientamento.
    La concorrenza fra le varie scuole potrebbe essere un buon incentivo di miglioramento implicito. Al contempo può generare scuole di diverso posizionamento, discriminate da una distribuzione sbilanciata di fondi non solo per demerito della scuola: un privato investe solo se c’è un ritorno economico.
    Infatti, la scuola con più fondi avrà più possibilità ha di formare gli studenti. Più formati saranno gli studenti, più esperienze avranno conseguito, più possibilità avranno di trovare posto nel mondo del lavoro.
    Sarà comunque discrezione delle varie scuole, a seconda delle variabili più disparate ( area di locazione, richiesta del mondo del lavoro, periodo storico corrente) di proporre i corsi di miglioramento più opportuni per formare i migliori futuri lavoratori.
    Un’ultima osservazione rispetto alla gestione di questo nuovo canale di finanziamento e programmazione del MOF : quali risorse avrà a disposizione la scuola per gestire il proprio MOF, la ricerca di fonti di finanziamento, e la gestione del rapporto con i finanziatori?

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