3 pensieri su “2. DAL 2016 SI ENTRA SOLO PER CONCORSO”

  1. Fa piacere leggere un annuncio del genere:” Si entra solo per concorso e basta supplenze” per due motivi:
    – riportare le modalità di ingresso nel mondo della scuola entro un alveo di ordinarietà e di garanzie previste dal concorso,
    – possibilità di avere organici adeguati ai fabbisogni degli istituti preventivamente l’inizio dell’anno scolastico e in grado di coprire le supplenze.
    Per arrivare a ciò si prevede di assumere tutti gli insegnanti fino ad esaurimento delle G.A.E.
    In tutto questo al cittadino contribuente sorge una domanda: “con quali fondi”?
    Viste le rilevanti stime di fabbisogni indicate nel rapporto.

  2. Assumere 150.000 precari è un’iniziativa a mio avviso molto ambiziosa, perché mentre è chiaro dove potranno essere collocati questi futuri insegnanti di ruolo (integrazione lingue straniere, storia dell’arte, musica, sport, informatica, potenziare l’offerta del tempo prolungato) non è ben chiaro quali e quanti fondi verranno stanziati per la realizzazione di tutto ciò. Unendo poi ampliamento della rete informatica, strumentazioni didattiche, incentivi agli insegnanti e agli istituti virtuosi il conto sale. Se negli ultimi dieci anni circa abbiamo visto un continuo decrescere dei contributi statali verso la scuola tanto da spingere gli istituti alla ricerca di altre fonti di finanziamento per portare avanti anche il più semplice dei progetti didattici, l’arrivo di tutto questo ‘ben di Dio’ a cosa lo dobbiamo? Lo so che sono stata forse più critica che costruttiva ma spero mi perdonerete

  3. SINTESI FINALE (provvisorio):

    

Fa piacere leggere l’annuncio:” Si entra solo per concorso e basta supplenze” per diversi motivi, in primis:
    – per avere organici adeguati ai fabbisogni degli istituti fin dall’inizio dell’anno scolastico e in grado di coprire le supplenze;

    
– per riportare la modalità di ingresso nel mondo della scuola entro un alveo di ordinarietà e di garanzie previste dal concorso.
    Per arrivare a ciò si prevede di assumere 150.000 precari in breve tempo. Iniziativa molto ambiziosa! Tuttavia mentre è chiaro dove potranno essere collocati questi futuri insegnanti di ruolo: integrazione lingue straniere, storia dell’arte, musica, sport, informatica, potenziare l’offerta del tempo prolungato, non è ben chiaro quali e quanti fondi verranno stanziati per la realizzazione di tutto ciò.
    Aggiungendo poi ampliamento della rete informatica, strumentazioni didattiche, incentivi agli insegnanti e agli istituti virtuosi il conto sale.
    Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un continuo decrescere dei contributi statali verso la scuola, tanto da spingere gli istituti alla ricerca di altre fonti di finanziamento per poter realizzare anche i più semplici progetti didattici.
    La domanda che come genitori poniamo dunque è: “con quali fondi”?


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